ArteVino 2013

Date 18 giugno 2013

Lo sguardo poetico di Luigi Brambati

A cura di Mario Marubbi

A trent’anni dalla scomparsa di Luigi Brambati, ArteVino ha promosso questo omaggio alla memoria di un grande pittore lodigiano del Novecento.
Nato a Castiglione d’Adda nel 1925 e trasferitosi fin da piccolo con la famiglia a Milano, Brambati frequenta la scuola d’arte del Castello Sforzesco sotto la guida di Francesco Fedeli. Agli inizi degli anni cinquanta la sua pittura si sostanzia di valori concreti: solidità, forma, colore, in un clima di rinnovato figurativismo che si propone quale reazione alle avanguardie destrutturanti del primo Novecento.
Nel dopoguerra si inserisce nell’ambiente braidense e stringe amicizia con alcuni protagonisti delle scene artistiche milanesi: Mario Castellani, Silvio Consadori, Contardo Barbieri, Savino Labò, Gino Moro. Con alcuni di essi fonda un vero e proprio sodalizio nel nome della pittura che lo porterà, in particolare con Consadori, a Burano, a Grado e in Bretagna. A Milano partecipa alle prime mostre della Permanente e alle biennali braidensi. Nel 1958 la sua prima personale alla Galleria San Babila: Carrà e poi Borgese, dalle colonne del Corriere, saranno i suoi primi estimatori. Nel 1970 la Galleria Ponte Rosso gli dedica una cartella monografica e nel 1975 la Galleria di via Brera organizza una monografica che lo consacra al grande pubblico.
Seguono anni di intenso lavoro, tra le lagune adriatiche e le coste bretoni, che sfociano poi in una serie di mostre alla Ponte Rosso (1978, 1980, 1983). Dopo breve malattia Brambati muore il 31 marzo1983. Non sono mancati negli ultimi anni riconoscimenti e mostre postume, con interventi critici anche di spessore (Franco Passoni, Mario Ghilardi, Rossana Bossaglia, Mauro Corradini, Tino Gipponi), a testimonianza di una avventura artistica complessa e di ampio respiro.