ArteVino 2009

Date 1 giugno 2009

Attilio Rossi 1909-1996

A cura di Tino Gipponi

Questa rassegna è la quinta da quando ho assunto il compito, ancor più ora da cittadino onorario di Maleo, di curare la manifestazione artistica nel programma di successo ormai consolidato di “Arte-Vino” nella splendida seicentesca Villa Trecchi, ma la prima come omaggio a un singolo pittore, e cade nella ricorrenza del centenario della nascita dell’indimenticabile amico Attilio.
Qui significhiamo nella espositiva ricapitolazione per cenni dell’opera quanto sia stata importante la sua presenza nel mondo artistico, anche per gli immemori. Nella confusione attuale certi valori vengono appartati e per Attilio Rossi si può sostenere che la storia dell’arte ha forse un debito da saldare e affermiamo questo senza fraintendimenti o slittamenti di giudizio amplificato.
In tutta la sua attività la visio intellectualis è sempre stata fondamentale nell’impaginazione ed elaborazione dei dipinti, con una semplificazione di elementi nell’asciuttezza di uno stile mai compiaciuto o esornativo. Nell’organizzazione figurale la risoluzione compositiva ha tenuto fermo il rigore geometrico e la scomposizione dello spazio di conoscenza cubista per conciliare ragione ed emozione, principio concettuale e ispirazione. La realtà poetica per artisti come Rossi dal senso costruttivo mentale misurato dalla disciplina formale è, richiamando Baudelaire, “écrite dans le cerveau” prima ancora che “d’après la nature”. In quanto al cromatismo della tavolozza la resa pittorica è tenuta sul registro di scelti colori stesi a pennellata larga tra la varietà e trasparenza dei grigi, quella bassa dei bruni, verdi freddi e aciduli violetti; blu non espansivi e rossi succulenti, stentati arancioni e gli ocra caldi della sabbia.
L’assegnato valore della sua ricerca ha avuto inoltre il privilegio del rigore morale, animato da sensibilità intellettuale e generosa disponibilità, da disinteressata dedizione al servizio delle istituzioni quale protagonista di promozione culturale. Un vero “moderno umanista”, come moderno è il canto della sua arte.